L’intelligenza delle leggi!

L'Italia è la culla del diritto: nacque da noi lo ius dei romani e quindi non ci possiamo lamentare della bella abitudine di fare leggi, decreti e norme su ogni cosa, anche sugli amici da invitare a cena: 6, il settimo è l'untore, come quello che, se a tavola siamo in 13, l'ultimo mangia in piedi perché porta sfiga! Ecco che nell'allegato A dell'ultimo Decreto di Conte c'è una norma che contiene le linee guida per poter accedere nelle aree verdi pubbliche e alle attività di educazione all’aperto organizzate. “L’accesso a parchi, giardini pubblici ed aree gioco è consentito «a bambini e adolescenti di età da 0 a 17 anni, con l’obbligo di accompagnamento di un genitore o da un altro adulto responsabile se necessario”, ovvero fino a 14 anni. L’ingresso ai parchi non deve produrre assembramenti e garantire il distanziamento fisico compatibile con le attività di assistenza e l’utilizzo delle mascherine. Caro Sindaco non si chiude, anzi! Norma perfetta affinché anche gli adulti mettano la mascherina. Ma la sera e la notte vale questo dettato normativo, quando gli adolescenti si lasciano andare, con o senza mascherina, a bere birra, a scazzottarsi fra di loro, a rompere le scatole agli anziani, o peggio ad usare sostanze dopanti? Perché un obbligo come questo è stato inventato per il Covid e non per la educazione dei minori e per rafforzare il rapporto adulto-ragazzi, presumibilmente un genitore o, per chi può, una baby sitter o uno steward? Fra qualche anno quando questo grande dolore sarà finito e andremo a rivedere questi giorni e leggere le norme, se non è cambiato nulla, ci faremo grandi risate. Chi potrà e Covid permettendo, ovviamente!



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