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ALBEROBELLO - La Festa per Sant'Antonio


Persistendo le restrizioni per la pandemia, come lo scorso anno, anche quest'anno la festa per Sant'Antonio sarà senza la tradizionale processione fra le strade cittadine e soprattutto sulle salite del Rione Monti che crea una immagine suggestiva della devozione popolare. Domenica 13 Giugno pertanto, la parrocchia ha previsto le Messe durante la giornata e la sera alle 18:00 nella Villa Donnaloja quella dedicata alla festività specifica con un breve "saluto" del popolo al Santo di Padova. Presenti, come da tradizione, il giglio che rappresentala purezza e la donazione del pane benedetto, perché “dov'è Carità è Amore, lì c’è Dio”. La carità per Antonio era impegno costante e il pane, in fondo, è il primo elemento per sfamarsi. Ma c’è anche un episodio della Sua vita che lo lega a questo simbolo: il miracolo di Tommasino, un bimbo di venti mesi che visse a Padova nel tempo in cui si stava costruendo la Basilica a Lui dedicata. Una mattina la madre lo lasciò in casa da solo a giocare e lo ritrovò poco dopo senza vita, affogato in un tinello d’acqua. Disperata, invocò l’aiuto del Santo, e nella sua preghiera fece un voto: se avesse ottenuto la grazia avrebbe donato ai poveri tanto pane quanto era il peso del bambino. Il figlio tornò miracolosamente in vita e nacque così la tradizione del «pondus pueri», una preghiera con la quale i genitori in cambio di protezione per i propri figli promettevano a Sant’Antonio tanto pane quanto fosse il loro peso. I nostri nonni conservavano il pane benedetto in casa e il racconto orale vuole che in caso di cattivo tempo, temporale o peggio, si lanciava dalla finestra il pane benedetto di Sant'Antonio.

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