Lo stile, la democrazia e la verità!

Partiamo dall'ultima notizia: le dimissioni di Tommaso Scatigna. Lo ha fatto a suo modo, senza giri di parole: “Il giorno è arrivato. Ho rassegnato le dimissioni da Sindaco. Consento al mio paese di andare al voto a settembre. Inizio una nuova avventura. Ringrazio la mia maggioranza. Ringrazio i dipendenti comunali tutti. Ringrazio le opposizioni. Ringrazio i miei concittadini. Ringrazio la stampa. Infine ringrazio la mia famiglia, con la quale mi scuso per tutto il tempo e l’affetto che ho loro sottratto in questi anni. Auguro a Locorotondo ed a ciascuno di voi ogni bene. Con il cuore! Ad maiora. Grazie ancora a TUTTI!”. Non vi pare "singolare" un sindaco che ringrazia opposizione e stampa? E' evidente che ogni opinione è a tempo, basta non spacciarla per verità. Non c'è nulla di immutabile, tranne l'esigenza di cambiare, suggeriva l'antica sapienza greca. Giusto. Ma non basta credere in una grande idea, bisogna essere anche credibili. Il Consiglio Comunale del 18 giugno ha avuto la sua particolarità. In questi 8 anni abbiamo visto di tutto: gli attacchi alla persona, veementi e inconcludenti, (ricordate Gianfranco Miccolis e Giuseppe Ricci nella prima consiliatura?). Poi Longo impose una regola ferrea: giacca e cravatta, l'uso del Lei anche fra parenti e il linguaggio non violento. Ne è passata di acqua sotto i ponti e quella che è arrivata di recente non è limpida come alla fonte. La signora Palma Fasano, capo gruppo in Consiglio Comunale di Alberobello Democratica, per la seconda volta, prima dell'inizio dei lavori, ha tenuto la sua lectio magistralis sull'etica e questa volta rivendicando il ruolo egemone della politica per il bene dei cittadini che il suo gruppo interpreta - excusatio non petita, accusatio manifesta, (vede Fasano stiamo usando un linguaggio diverso visto che l'ultima volta per "padrone e sotto" ci accusò di essere scurrili!). Ah dimenticavo, il richiamo a San Giovanni, il santo della verità!. Siamo perfettamente d'accordo con Lei, e lo saremmo stati di più se lo stesso intervento sull'etica politica, più arricchito, fosse stato fatto dopo l'intervento del sindaco Longo per il tono e il linguaggio usato, dopo la ironia, a tempo perso, di Carucci su alcuni sui ex -colleghi di gruppo e soprattutto sul voto a favore di se stessi nelle mozioni di sfiducia. Vede l'esempio viene dai grandi! Si dice che il pesce puzza dalla testa. Per strigliare i giovani drogati, le coppie sposate ieri e divorziate dopodomani non basta credere in una grande idea, bisogna essere anche credibili, e vale per tutti a cominciare da noi!

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