Alberobello: “La politica del nulla”

Riceviamo, dai gruppi di opposizione in Consiglio Comunale, Patto per Alberobello e Gruppo Misto e pubblichiamo:

"Le solite interviste dal salotto tv di Teletrullo si ripetono ormai con una certa frequenza. Seguendo quelle interviste ci siamo sforzati di ascoltare, capire, indovinare, percepire da parte di chi è chiamato ad amministrare, qualcosa di nuovo: un segnale di apertura, un impegno, un cambiamento. La situazione che stiamo vivendo lo richiede, coloro che stanno subendo più di tutti questa situazione ne hanno bisogno, la città lo invoca. E invece fin qui Assolutamente niente. Il vuoto spinto. Nessuno dei luoghi comuni dell’autocelebrazione a cui ci hanno abituati è stato omesso, in uno spettacolo anche scenograficamente desolante. Ma in qualche modo, anche Noi, ci sentiamo responsabili perché avvertiamo la difficoltà dei nostri concittadini e sentiamo il peso e la responsabilità di dover fare qualcosa, adesso e senza indugi, per loro. In questa emergenza, sentiamo il peso di aver scelto, fin qui, di non disturbare troppo, di proporre limitando o congelando in molti casi la polemica, di non dire “state sbagliando” ma di indicare soluzioni ed attendere convocazioni, mai arrivate e adesso obbligate e tardive, riponendo nella serietà e diligenza del buon padre di famiglia che avrebbe dovuto guidare le scelte di qualcuno fin qui, ingenue speranze o semplicemente utopistici desideri e aspettative. Quello che ci si poteva ragionevolmente attendere erano affermazioni più di sostanza, che preludessero a gesti concreti e utili per la comunità. Discorsi mancati che avrebbero dovuto avere parole di attenzione e considerazione per le richieste e le preoccupazioni delle Associazioni di categoria, considerato che la chiusura “obbligata” di tutte le attività turistico/ricettive, commerciali e imprenditoriali sta provocando il tracollo dell’economia locale. Discorsi mancati che avrebbero dovuto contenere parole rassicuranti come “riduzione delle imposte” di competenza del Comune, almeno per tutto il periodo di chiusura, o “impegno” di risorse a favore dei cittadini, delle aziende turistico ricettive e dei piccoli imprenditori che operano sul territorio. Discorsi mancati su capitoli di bilancio capienti, su proposte di utilizzo di risorse accantonate per altri scopi, sicuramente adesso non più prioritari, di tagli su contributi a manifestazioni, di risparmi su mancate erogazione di servizi (scolastici, appalti pulizia locali), di tagli agli emolumenti del sindaco e della giunta. Insomma un segnale forte che mostrasse una reale volontà di cambiare rotta perché, soprattutto in questo momento, sono gli esempi ed i necessari sacrifici che fanno la differenza. Noi siamo disponibili a rinunciare ai nostri gettoni per tutta la durata dell’emergenza perché l’unico interesse che abbiamo è far ripartire questo Paese e, su questo punto, faremo una proposta concreta di destinazione a favore della nostra comunità. Ma sul terreno delle azioni da compiere subito per fronteggiare la crisi, non una sola idea nuova è stata enunciata, non un solo impegno solenne e verificabile è stato preso. Perché il problema qui non è più solo la mancanza di strumenti, di preparazione, di esperienza e di interesse, se non per quello strettamente personale. l problema principale è, soprattutto, la mancanza di idee. Appunto: il Nulla".

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