Per la Puglia Salvini ne inventa un'altra: aprire alla società civile

Per le prossime amministrative in Puglia, mentre la sinistra, (PD e liste a sostegno), ha già da tempo stabilito chi sarà il candidato governatore alle prossime regionali di primavera, la destra è ancora nel porto delle nebbie. A Matteo Salvini non va proprio giù che il candidato venga indicato da Giorgia Meloni, (la bionda amazzone romana de Roma ha da tempo designato Raffaele Fitto per contrastare Emiliano), così come deciso negli accordi che furono presi nel vertice a tre fra Berlusconi, Salvini e la stessa Meloni. Ed ecco che, il Matteo leghista, pur di aggirare l’accordo preso con FI e FdI per il candidato governatore, tenta di dribblare proponendo un’altra delle sue, che non aveva ancora gettato in pasto ai media: cercare il candidato aprendo alla società civile. Niente da fare, per quanto concerne la comunicazione “il cazzaro verde”, per citare il titolo del libro di Andrea Scanzi, non ha competitor sulla piazza. Ma dal dire al fare c’è la pragmaticità dei fatti che annunciano molti mal di pancia fra i leghisti del Sud. Costoro, dopo aver fatto il miracolo di portare in auge un partito che mai si pensava potesse attecchire in Meridione, con la trovata dell’ultima ora di Salvini molti si troveranno fuori dai giochi. Insomma, in Puglia si giocherà una partita che inevitabilmente ha risvolti e ripercussioni nazionali, (nonostante gli appelli di Emiliano a non tirare la Puglia per la giacchetta), non fosse altro perché, chi dovesse aggiudicarsi la poltrona di governatore, avrà possibilità di appuntarsi la bandierina e rivendicare il blasone della vittoria nei palazzi romani. E ditemi se è poco.

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