Conoscere il passato per progettare il futuro

Riceviamo dall'Associazione Nazionale Archeologi un comunicato che pubblichiamo in estratto, nella consapevolezza che appartenere a un Patrimonio dell'Umanità significhi riconoscere la dignità di chi tutela per vocazione e professione. La versione integrale si trova a questo indirizzo.

Lo scorso 25 gennaio la Direzione Generale “Educazione e Ricerca” del MiBACT ha pubblicato un “avviso per la selezione di un'associazione di volontariato senza scopo di lucro” finalizzata alla “raccolta di informazioni e documentazioni inerenti il patrimonio archeologico, architettonico, storico e artistico”. La formulazione non lascia adito a dubbi: si tratta dell’ennesimo schiaffo per decine di migliaia di professionisti del settore, che pure il sistema universitario ha formato negli ultimi trent’anni, impiegando ingenti risorse pubbliche e istituendo appositamente centinaia di percorsi formativi. Si tratta di una delle tante iniziative per svalutare la professionalità degli specialisti, sotto un unico denominatore: la rottamazione di un’intera generazione di professionisti dei Beni Culturali, quelli che hanno trenta, quarant’anni (qualcuno anche di più) e che hanno davvero creduto - così come continuano illusoriamente a credere gli studenti di oggi - che il settore avesse un futuro vero e che potesse offrire opportunità professionali reali e dignitose.

[...] “Il bando appena pubblicato dalla DG è la conferma di una visione che considera la competenza professionale e il lavoro aspetti irrilevanti e trascurabili nel settore dei beni culturali: solo così si spiega la scelta di affidare a volontari le attività di “raccolta di dati e documentazioni inerenti il patrimonio archeologico, architettonico e storico-artistico” – dichiara Salvo Barrano presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi. Per tali attività decine di migliaia di persone negli ultimi trent'anni hanno conseguito lauree, master, specializzazioni e dottorati in archeologia, storia dell'arte, architettura e altre discipline. Poi però il MiBact o il Quirinale decidono di affidarle ai volontari".

"Il MiBACT del Ministro Franceschini - aggiunge Barrano - è diventato sì il “Ministero economico più importante del Paese” (come lo definì Franceschini all’atto dell’insediamento) ma evidentemente solo allo scopo di spremere e sfruttare al massimo il patrimonio culturale per far cassa, senza però che ciò inneschi un processo di sviluppo sano, con ricadute positive sull'occupazione qualificata e sulla valorizzazione delle figure competenti e già ampiamente formate". E nel frattempo il Ministro Franceschini ha anche avuto il coraggio di destinare oltre 6 milioni di euro per il triennio 2017-2019 (Nota Integrativa per il MiBACT al Disegno di Legge di Bilancio per l’anno 2017) per continuare a formare altri allievi attraverso la nuova Scuola Del Patrimonio.

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