Elezioni: rivolta nel Pd pugliese

I malumori nel Pd puntano il dito contro un tacito accordo fra Matteo Renzi e Michele Emiliano, con il consenso di Antonio Decaro, che riesce a confermare il segretario Marco Lacarra capolista alla Camera a Bari (in caso di elezione, al suo posto in consiglio regionale entrerà la consigliera comunale barese Anita Maurodinoia). I renziani pugliesi fanno notare la prevalenza dei pretoriani del governatore come capilista nei posti regionali di primo livello: Francesco Boccia (Camera Lecce), Ubaldo Pagano (Camera Taranto) e Assuntela Messina, vale a dire tre capilista su sei totali disponibili in tutta la Puglia. Emiliano è leader regionale, mentre le candidature degli uomini che fanno riferimento a lui nelle altre regioni vengono di fatto azzerate da Renzi. Il governatore vince la battaglia pugliese, ma perde la guerra sul terreno nazionale. Colomba Mongiello, deputata foggiana, viene inserita al secondo posto nel collegio uninominale alla Camera a Bari; Dario Stefàno, capolista al Senato, scatena pesanti malumori tra i renziani della prima ora in Puglia. Si parla anche della candidatura di Fabiano Amati e Donato Pentasuglia; Antonella Vincenti, dal canto suo, si dimette dalla carica di coordinatrice regionale del Pd per lo scarso numero di donne nelle liste.

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