Bari: un test per riconoscere prima le leucemie

Un test per raggiungere direttamente la cellula leucemica. Per giunta poco costoso, e quindi di facile applicabilità in laboratorio. Un gruppo di ricercatori baresi sostenuti economicamente da Ail – Associazione italiana contro le leucemie – è riuscito ad arrivare direttamente alla fonte della leucemia mieloide cronica, malattia che in Puglia fa registrare 70 casi all’anno. E se finora la patologia poteva paragonarsi a un’auto in corsa che sembrava irraggiungibile, adesso qualcuno è riuscita ad acciuffarla: “Si è sempre lavorato sulle proteine che una cellula leucemica rilascia e che però danno informazioni indirette sulla malattia – spiega Francesco Albano, supervisore dello studio – invece con il nostro test i pazienti potranno finalmente prendere

decisioni più mirate sulla loro terapia”. Il gruppo di ricerca ha pubblicato i risultati sulla rivista Oncotarget: oltre ad Albano, è composto da ricercatori fra i 28 e i 30 anni dell’Unità operativa semplice “Terapie innovative integrate con le tecnologie biomolecolari”, afferente all’Unità operativa complessa di Ematologia con trapianto dell’Università di Bari, diretta da Giorgina Specchia.

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